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I videoterminali: come utilizzarli in sicurezza

Risultati immagini per videoterminali

Quando si parla di videoterminale si fa riferimento ad uno schermo alfanumerico o grafico, a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato, l’utilizzatore di tale attrezzatura sistematicamente e abitualmente è definito videoterminalista.

Il posto di lavoro è, invece, l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoterminali: monitor, tastiera o altro sistema di immissione dati, mouse, stampante, accessori opzionali, software per l’interfaccia uomo-macchina, telefono, modem, sedia, piano di lavoro ed ambiente circostante.

Quali obblighi ha il datore di lavoro?

Il datore di lavoro deve valutare i rischi connessi all’uso di attrezzature munite di videoterminali ponendo particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • rischi per la vista e gli occhi;
  • problemi legati alla postura;
  • problemi legati all’affaticamento fisico o mentale;
  • condizioni ergonomiche ed igieniche dell’ambiente.

Dopo aver effettuato la valutazione è necessario procedere all’eliminazione dei rischi, nel caso in cui non sia possibile adottare le necessarie misure di protezione e prevenzione.

In cosa consiste la sorveglianza sanitaria?

I videoterminalisti devono essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria in riferimento alla valutazione dei rischi riguardanti la vista, gli occhi e l’apparato muscolo scheletrico.

Devono essere effettuate visite mediche preventive, periodiche ( con frequenza biennale dopo i cinquant’anni e per gli idonei con prescrizioni e limitazioni, quinquennale per gli altri) e specialistiche.

Quali sono i rischi da valutare?

I disturbi che i videoterminalisti potrebbero accusare riguardano:

  • vista ed occhi;
  • postura;
  • affaticamento fisico e mentale.

Nel primo caso i sintomi riscontrati potrebbero essere bruciore, pesantezza, arrossamento, prurito, visione sdoppiata, ecc. Per prevenire i disturbi oculo-visivi è necessario che:

  • Il posto di lavoro sia illuminato correttamente, possibilmente con luce naturale mediante la regolazione di tende o veneziane, ovvero con luce artificiale;
  • le postazioni di lavoro siano collocate correttamente rispetto alle finestre;
  • le fonti di luce siano al di fuori del campo visivo e non creino contrasti eccessivi;
  • l’illuminazione artificiale sia realizzata con lampade dotate di schermi;
  • in caso di lampade non schermate, la linea congiungente l’occhio e la lampada formi con l’orizzontale un angolo di circa 60°;
  • il monitor sia disposto perpendicolarmente alle finestre e inclinato e orientato in modo da eliminare eventuali riflessi.

Inoltre l’operatore deve:

  • posizionarsi di fronte allo schermo ad una distanza compresa tra i 50 e i 70 cm;
  • disporre il porta documenti alla stessa altezza e distanza dagli occhi dello schermo;
  • distogliere periodicamente lo sguardo;
  • durante le pause non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo;
  • curare la pulizia della tastiera del mouse e del monitor;
  • utilizzare i mezzi di correzione della vista se prescritti.

Per quanto riguarda, invece, i disturbi riguardanti la postura, questi possono riguardare la colonna vertebrale, i muscoli, la mano e l’avambraccio.

Al fine di prevenire i disturbi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico l’operatore deve adottare le seguenti precauzioni:

  • assumere una posizione corretta di fronte al video, con i piedi ben poggiati a terra e la schiena poggiata alla sedia nel tratto lombare;
  • posizionare lo schermo in modo tale che lo spigolo superiore sia posto un po’ più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore sempre ad una distanza compresa tra i 50 e i 70 cm;
  • disporre la tastiera davanti allo schermo ed il mouse e gli altri dispositivi sullo stesso piano della tastiera;
  • durante la digitazione tenere gli avambracci poggiati sul piano di lavoro;
  • evitare di tenere posizioni fisse per tempi prolungati, se possibile eseguire esercizi di rilassamento (collo, schiena, arti superiori e inferiori).

L’affaticamento mentale lavorativo, poi, si determina quando le capacità di una persona non sono adeguate rispetto al tipo e al livello delle richieste lavorative. Va precisato che le condizioni che determinano affaticamento mentale, dipendendo dalla personalità del soggetto e da tante condizioni soggettive “al contorno”, possono variare da soggetto a soggetto esposto.

Per prevenire tale affaticamente è necessario:

  • far precedere l’attività al VDT da un adeguato periodo di formazione all’uso dei programmi e delle procedure informatiche;
  • seguire la formazione ricevuta;
  • disporre di tempo sufficiente per acquisire le necessarie competenze ed abilità;
  • rispettare la corretta distribuzione delle pause;
  • utilizzare i software per i quali si è avuta l’ informazione;
  • avere a disposizione un referente in caso di anomalia dei software e delle attrezzature.
By |2018-08-10T12:28:33+00:00Agosto 10th, 2018|Sicurezza sul Lavoro|
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