Il 28 ottobre 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.L. 31 ottobre 2025, n. 159), entrato in vigore il 31 ottobre 2025.
Tra le novità più importanti c’è una misura che tocca da vicino scuole, famiglie e imprese: lo stop agli stage e ai tirocini nei luoghi di lavoro ad alto rischio, in particolare nell’ambito dei percorsi scuola-lavoro (ex PCTO).
L’obiettivo è chiaro: impedire che esperienze formative diventino situazioni di pericolo, soprattutto per studenti molto giovani o alle prime esperienze in azienda.
Cosa significa “stop agli stage nei luoghi ad alto rischio”
Il decreto stabilisce che le convenzioni tra scuole e imprese non potranno più prevedere attività in lavorazioni ad elevato rischio per gli studenti.
In pratica:
- le aziende classificate ad alto rischio o che svolgono fasi lavorative pericolose non potranno impiegare studenti in quelle mansioni;
- non saranno più ammessi compiti che prevedono uso di macchinari complessi, lavori in quota, movimentazioni pesanti o attività con tasso di infortuni elevato;
- le convenzioni scuola–impresa dovranno essere riviste per escludere espressamente le lavorazioni ad alto rischio, sulla base di quanto indicato nel DVR (documento di valutazione dei rischi) dell’azienda ospitante.
Questo non significa che gli studenti non potranno più entrare in fabbrica o in contesti produttivi reali, ma che dovranno essere tenuti lontani dalle fasi più pericolose e inseriti solo in attività compatibili con la loro età, esperienza e livello di formazione.
Estensione delle tutele assicurative
Il pacchetto di misure non si limita a vietare certe attività, ma rafforza la protezione degli studenti dal punto di vista assicurativo.
Tra le novità annunciate c’è infatti l’estensione della copertura Inail anche al tragitto casa-luogo di stage e ritorno, che finora spesso non era esplicitamente tutelato.
Questo significa che:
- gli infortuni avvenuti mentre lo studente si reca in azienda o torna a casa rientrano nella tutela;
- il momento dello spostamento, spesso sottovalutato, viene riconosciuto come parte integrante dell’esperienza di formazione lavoro.
È un passaggio importante, soprattutto alla luce di incidenti mortali avvenuti proprio durante gli spostamenti per attività di tirocinio.
Più educazione alla sicurezza nelle scuole
Il decreto punta anche a cambiare la cultura di fondo: prima di entrare in azienda, gli studenti devono essere formati sulla sicurezza.
Per questo:
- l’educazione alla salute e sicurezza viene integrata in modo più strutturale nell’insegnamento di educazione civica;
- l’INAIL è chiamato a collaborare con il Ministero e con gli istituti scolastici per progetti, materiali didattici e campagne di sensibilizzazione dedicate ai ragazzi.
L’idea è semplice: se gli studenti imparano fin da scuola a riconoscere situazioni pericolose, a usare correttamente i dispositivi di protezione e a segnalare ciò che non va, l’esperienza di stage diventa più consapevole e meno esposta al rischio.
Un cambiamento nato da tragedie reali
Questo intervento normativo non nasce nel vuoto, ma è la risposta a anni di incidenti e polemiche.
Tra il 2022 e il 2023 tre giovani – Lorenzo Parelli, Giuseppe Lenoci e Giuliano De Seta – hanno perso la vita durante esperienze di alternanza scuola-lavoro e tirocini formativi, in contesti produttivi reali.
- Lorenzo Parelli, 18 anni, è morto colpito da una putrella d’acciaio durante l’ultimo giorno di stage in un’azienda di carpenteria.
- Giuseppe Lenoci, 16 anni, è deceduto in un incidente stradale mentre si trovava su un mezzo aziendale durante un tirocinio formativo.
- Giuliano De Seta, 18 anni, è rimasto schiacciato da una lastra di metallo durante un’attività di alternanza scuola-lavoro in fabbrica.
Questi casi – insieme a centinaia di infortuni registrati negli anni sui percorsi scuola-lavoro – hanno acceso un dibattito pubblico e portato studenti, famiglie, docenti e sindacati a chiedere a gran voce una riforma dei PCTO e dei tirocini.
Cosa cambia per scuole e aziende
Per le scuole, il decreto comporta:
- la revisione delle convenzioni con le imprese, per escludere formalmente attività ad alto rischio;
- una maggiore attenzione nella scelta dei partner e dei contesti ospitanti;
- la necessità di ripensare alcuni percorsi, privilegiando esperienze realmente formative, seguite e coerenti con il profilo degli studenti.
Per le aziende, invece, significa:
- rileggere il proprio DVR anche in chiave “formazione scuola-lavoro”, individuando con chiarezza quali reparti e lavorazioni non possono coinvolgere studenti;
- rafforzare il ruolo dei tutor aziendali, che diventano figure chiave per accompagnare i giovani in sicurezza;
- collaborare in modo più strutturato con scuole, RSPP e consulenti della sicurezza per costruire percorsi di stage sicuri e sostenibili.
Un’opportunità per ripensare la formazione
Lo stop ai tirocini nei luoghi ad alto rischio non va letto solo come un divieto, ma come l’occasione per ripensare il senso della formazione in azienda:
- meno “uso” degli studenti come forza lavoro a basso costo;
- più attenzione alla qualità dei contenuti, all’osservazione guidata, alle attività compatibili con età e competenze;
- maggiore integrazione tra ciò che si fa in aula e ciò che si vive in contesto lavorativo.
In questa prospettiva, il decreto può diventare un pezzo importante di una nuova cultura della sicurezza, in cui stagisti e studenti non sono “ospiti di serie B”, ma persone da tutelare come qualsiasi altro lavoratore.
Il decreto sulla sicurezza introduce un principio chiaro: la formazione non può mai valere più della vita e della salute di chi la svolge.
Lo stop agli stage nei luoghi di lavoro ad alto rischio, l’estensione delle tutele assicurative e il potenziamento dell’educazione alla sicurezza sono passi importanti, che ora dovranno essere tradotti in pratiche concrete da scuole, imprese e istituzioni.
Per chi si occupa di sicurezza sul lavoro, questo è un momento per fare un passo in avanti: affiancare scuole e aziende nella lettura delle nuove regole, nell’aggiornamento dei documenti e nella progettazione di percorsi davvero sicuri e formativi.
Meleam spa
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