Chat with us, powered by LiveChat

Il diritto alla portabilità dei dati: cos’è e cosa permette di fare?

Diritto alla Portabilità dei Dati

Cos’è il Diritto alla Portabilità dei Dati?

Il Diritto alla Portabilità dei Dati è un diritto innovativo previsto dall’art. 20 del regolamento UE n. 679 del 2016 che consente alla persona interessata di ricevere i dati personali forniti ad un titolare, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da qualsiasi dispositivo e di trasmetterli ad un altro titolare del trattamento dati senza alcun impedimento.

Cosa permette di fare il Diritto alla Portabilità dei Dati?

Il Diritto alla Portabilità dei Dati consente di:

  • Ricevere Dati Personali trattati da un titolare e conservarli su di un supporto personale o su di un cloud privato in vista di un utilizzo ulteriore per scopi personali, senza necessariamente trasmetterli ad un altro titolare.
    E’ possibile ad esempio recuperare l’elenco dei brani musicali preferiti detenuto da un servizio di musica in streaming, per scoprire quante volte si sono ascoltati determinati brani);
  • Trasmettere Dati Personali da un titolare del trattamento a un altro titolare del trattamento (ad es. un nuovo fornitore di un servizio).

Il ricorrere all’esercizio del diritto della portabilità dati dati non pregiudica alcun altro dei suoi diritti che può quindi:

  • Continuare ad usufruire del servizio offerto dal titolare anche a seguito di un’operazione di portabilità;
  • Esercitare il Diritto di Cancellazione (anche detto Diritto all’Oblio) ai sensi dell’art. 17 del regolamento.

Quali sono i vantaggi che può offrire il Diritto alla Portabilità dei Dati?

I vantaggi che può offrire il Diritto alla Portabilità dei Dati sono abbastanza semplici:

  • Può facilitare il passaggio da un fornitore di servizi ad un altro;
  • Può consentire la creazione di nuovi servizi nel quadro della strategia dell’UE per il mercato unico digitale;
  • Può offrire la possibilità di “riequilibrare” il rapporto fra gli interessati ed i titolari del trattamento tramite l’affermazione dei diritti e del controllo spettanti agli interessati in rapporti ai dati personali che li riguardano.

Quando si può applicare il Diritto alla Portabilità dei Dati?

Allo scopo di essere realmente “portabili” i dati devono:

  • Essere dati personali chiaramente riferibili al diretto interessato, sono quindi esclusi i dati anonimi;
  • Essere trattati sulla base del consenso preventivo dell’interessato o di un contratto di cui è parte l’interessato;
  • Essere trattati attraverso strumenti automatizzati, sono pertanto da escludersi i registri cartacei e gli archivi;
  • Essere stati forniti in modo consapevole ed attivo dall’interessato (ad es. i dati di registrazione inseriti compilando un modulo online, quali ad es. indirizzo postale, nome utente, età, ecc…);
  • Sono compresi anche tutti quei dati osservati forniti tramite l’utilizzo di un servizio o l’utilizzo di un dispositivo (ad es. cronologia delle ricerche di un interessato, i dati relativi al traffico, all’ubicazione).

Il diritto, invece, non si applica ai “dati inferenziali” o ai “dati derivati” (ad es. l’esito di una valutazione della salute di un utente).

L’esercizio del diritto alla portabilità non deve ledere i diritti le libertà altrui.

I dati portabili devono essere forniti in un formato “interoperabile”, ovvero in un formato che ne consenta il riutilizzo. I titolari potranno utilizzare formati di impiego comune, se già esistenti, oppure formati aperti (ad es. XML), ovvero sviluppare formati interoperabili e strumenti informativi che consentano di estrarre i dati pertinenti.

La normativa è in continuo aggiornamento, per le ultime novità in materia contattaci in chat o al nostro numero verde 800 621 247, o visita il sito del Garante della Privacy: www.garanteprivacy.it/portabilita

By |2018-07-23T12:31:16+00:00Luglio 23rd, 2018|Normative Legali|
Traduci »
WhatsApp Hai bisogno di aiuto?