GUARDIAMOCI CHIARO..!

“Non ho alcun disturbo visivo, lo screening visivo non è necessario” SBAGLIATO!
Gli screening visivi hanno lo scopo di prevenire le principali patologie dell’occhio come glaucoma, retinopatia, maculopatia ed ambliopia. Tali screening non servono a diagnosticare una delle sovra-citate malattie, né tantomeno ad individuare i disturbi visivi od oculari che interessano il soggetto che riferisce di avere “qualche problema” alla vista. Non sostituiscono una visita medica specialista tuttavia danno una indicazione primaria su quello che potrebbe essere o diventare un problema più o meno rilevante. La visita generalmente non dura più di 10 minuti ed è consigliata tanto ai bambini quanto agli adulti. Lo scopo primario della visita di screening è – dunque- anzitutto legato alla prevenzione. Un ottimo strumento per una tempestiva valutazione di eventuali disturbi visivi. Ora, se abbiamo constatato quanto lo screening visivo sia in effetti efficace al fine di ottenere una rapida risposta ai nostri dubbi in presenza di lievi sintomi, immaginate quanto possa essere fondamentale approfondire e calendarizzare la prevenzione per tutti quei soggetti che, per cause legate alla loro mansione, passano la maggior parte della giornata lavorativa davanti a video terminali. Durante il test possono emergere problematiche come miopia, ipermetropia, presbiopia o astigmatismo.

OCCHIO ALLA MEDICINA DEL LAVORO!
Esiste una branca apposita delle Medicina del Lavoro volta a far sì che questi soggetti vengano periodicamente controllati e cautelati. L’Ergoftalmologia ha come obiettivo principale quello di salvaguardare la salute dell’apparato visivo del Lavoratore ed in particolare di preservarne la capacità visiva. Visto lo spropositato aumento dell’utilizzo di videoterminali praticamente in qualsiasi tipo di attività, i disturbi alla vista sono i più diffusi e di conseguenza l’apparato visivo risulta essere quello più soggetto a un forte stress nella maggior parte dei lavori.

NERO SU BIANCO

È fondamentale che il Datore di lavoro con l’aiuto del Medico competente, analizzi attraverso la stipula di un documento consultabile in qualsiasi momento, i RISCHI connessi all’utilizzo di attrezzature munite di videoterminali e che si formi ed informi i suoi dipendenti. Questi dovranno essere riportati all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) od in un apposito allegato che ha lo scopo di chiarire cosa, effettivamente, rischia un lavoratore che utilizza il VDT – il VDT è qualsiasi tipo di schermo che venga utilizzato durante lo svolgimento della mansione lavorativa – e valutare i rischi legati non solo alla vista ma anche alla postura all’affaticamento fisico e mentale, alle condizioni ergonomiche ed igieniche dell’ambiente di lavoro soprattutto per chi lo utilizza per almeno 20 ore a settimana.
L’utilizzo dei videoterminali comporta:

  • il rispetto delle regole da parte degli operatori
  • la corretta predisposizione della postazione di lavoro
  • corretto utilizzo dei videoterminali

Fonte: La normativa di riferimento è il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.:
Titolo VII – Attrezzature munite di videoterminali
Allegato XXXIV – Videoterminali

AL LATO PRATICO

Una volta presi in considerazione i rischi in questione bisogna misurarne gli effetti avvalendosi di Test efficaci. Questi sono il VISIOTEST oppure l’ERGOVISION.
Il Visiotest è sicuramente lo strumento più diffuso nella medicina del lavoro, non necessita di alcuna preparazione da parte del lavoratore e consente, come abbiamo visto, di rilevare, in tempi rapidissimi, i parametri più importanti delle funzionalità visive.

Sapevi che tutti i lavoratori devono svolgere periodicamente la visita medica?

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MA COME SI SVOLGE?

Il lavoratore deve posizionarsi a contatto dello strumento di diagnosi poggiando il viso sull’apposito sostegno. Ovvio, ma meglio, specificare che: nel caso in cui il lavoratore utilizzi occhiali oppure lenti a contatto per correggere la vista, dovrà effettuare tutto l’esame indossandoli.
Il TEST studia il vero “comportamento” dell’occhio in una pluralità di situazioni: su alcune pellicole vengono effettuati svariati -esperimenti visivi- , utilizzando immagini di elevata qualità e dotate di particolare precisione. Il Visiotest serve per valutare la reazione dell’occhio a stimoli visivi diversi, ponendo in essere le varie casistiche a cui potrebbe essere sottoposto in una qualsiasi giornata lavorativa;

  • La visione sia da vicino che da lontano.
  • La visione intermedia.
  • La visione dei colori (anche con l’utilizzo di un test bicromatico) e dei contrasti.
  • La presenza di eventuali difetti della vista, quali ipermetropia e astigmatismo.

Accumunato dagli stessi scopi, ERGOVISION è il secondo dispositivo ortometrico che – utilizzato in sostituzione al visiotest – fornisce specifiche indicazioni sullo stato di salute del dipendente.
Molto simile al visiotest per obiettivi ed aspetto, Ergovision consente di effettuare 13 test di ergonomia ed è più fedele a quella che in gergo viene denominata “ambulatory vision testing; esso è dotato di un sintetizzatore vocale che guida il paziente, in totale autonomia, attraverso il test e procede alla verifica in sequenza dei test presentati. Possiamo quindi definire Ergovision come l’evoluzione moderno di Visiotest

La periodicità dei controlli

La periodicità del controllo medico viene stabilita generalmente in base a criteri che riguardano l’età del dipendente, il numero di ore che coinvolgono i VDT e la presenza di patologie già presenti che caratterizzano la persona.
Nello specifico se il lavoratore presenta un deficit visivo oppure ha più di 50 anni di età, dovrà quasi sicuramente sottoporsi alla visita medica ogni due anni. In caso contrario o per i dipendenti che hanno meno di 50 anni, solitamente la periodicità è quinquennale.

Consigli utili

Per prevenire questi sintomi, rilassare gli occhi e distendere i muscoli oculari: dopo ogni 20 minuti di lavoro prova ad osservare un oggetto lontano almeno 20 metri da te e fallo per almeno 20 secondi. Ricorda che devi sospendere regolarmente il lavoro e che hai diritto ad una pausa di 15 minuti ogni 2 ore, salvo casi particolari in cui il medico competente stabilisce una frequenza diversa.
La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrande dell’orario di lavoro. Devi posizionare lo schermo di fronte a te in maniera che lo spigolo superiore dello schermo sia posto un po’ più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi e ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm.

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